L- Joe R. Lansdale: Sotto un cielo cremisi

LaBorde, Texas orientale. Hap Collins e Leonard Pine, ex giardinieri, lavoranti a giornata, riscossori, investigatori improvvisati, operai da piattaforma petrolifera ecc. ecc., vengono contattati dall’amico ex-poliziotto Marvin Hanson(2), per ritrovare la sventata nipotina Julia, stabilitasi nella vicina No Enterprise con il piccolo spacciatore Tanedrue e la sua banda.
Arrivati nella "ridente" cittadina (due strade, quattro case e un distributore di benzina con annesso garage), Hap e Leonard localizzano e assaltano il camper di Tanedrue e, al termine di una scazzottata coi fiocchi (completata da un paio di colpi di pistola…), riescono a sottrarre Julia agli uomini che la hanno “circuita”, per riportarla a casa dai nonni. Purtroppo, però, un’organizzazione formata da ex motociclisti vicini alla Aryan Nation e coinvolta nei traffici di Tanedrue, la temibile “Dixie Mafia”, decide di punire gli “aggressori”(3) mettendo una taglia sulle loro teste. Braccati e coinvolti in una sparatoria da far impallidire l’O.K. Corral, i due amici si trovano in manette e accusati di omicidio plurimo. Per tornare liberi non hanno che una scelta: collaborare con l'FBI per facilitare l’arresto di qualche pezzo grosso. Intanto, un killer invisibile, il misterioso “Vanilla Ride”, è già sulle loro tracce…
Arriverà mai il momento in cui le opere di Joe R. Lansdale smetteranno di convincerci, e le sue formule ci appariranno usurate, stanche, abusate? A quanto pare no: a quasi trent’anni dagli esordi (Atto d’amore, 1980) e a quasi venti (Una stagione selvaggia, 1990) dall’entrata di Hap e Leonard sulle scene, i romanzi del maestro texano non fanno che migliorare; e se la dimensione originale dei racconti sfuma dietro la ripetizione di situazioni e meccanismi ultra-collaudati(4), stile, dialoghi e senso del ritmo diventano sempre più perfetti. Hap e Leonard, invecchiati ma (fortunatamente) irredenti, i muscoli saldi e le lingue più affilate che mai, si muovono senza pace sullo sfondo western di un mondo al quale non sono in grado di adattarsi, e ormai sembrano vecchi cowboys usciti dritti dritti dal Mucchio Selvaggio(5)...
Il romanzo Sotto un cielo cremisi di Joe R. Lansdale, meravigliosamente tradotto da Luca Conti, è proposto in anteprima mondiale da Fanucci.
(1) Joe R. Lansdale, Sotto un cielo cremisi, Fanucci, Roma 2009, p. 11.
(2) I lettori abituali ricorderanno Hanson, più giovane di una ventina d’anni, nelle vesti di protagonista di Atto d’amore, romanzo d’esordio di Joe R. Lansdale, o come comprimario essenziale per lo svolgimento dell’indimenticabile Il mambo degli orsi.
(3) E bene si, è proprio questo che sembrano, ma non temano gli aficionados: prima della fine del romanzo, l’autore avrà modo di rimettere le cose a posto e riportare la questione morale in primo piano servendosi del consueto, apprezzabile, filtro della riflessione di Hap.
(4) Come si ricorderanno i lettori di Il mambo degli orsi, persino la “proposta alternativa” delle autorità, in realtà uno squallido ricatto, è cosa già vista...
(5) Il riferimento a Peckinpah è piuttosto evidente, non tanto da un punto di vista tematico (Lansdale è più un autore da versione rivista, aggiornata, ridimensionata del "cavaliere senza macchia e senza paura"...), quanto nella tecnica narrativa: in alcune sequenze di sparatoria pare di trovarsi di fronte alla versione letteraria del montaggio addizionale utilizzato dal regista del Mucchio; la lunga scena finale dell'"assedio", poi, pur essendo un classico del genere western (Lansdale stesso ha costruito una situazione analoga per sciogliere il suo Il lato oscuro dell'anima), evoca chiaramente Pat Garrett e Billy The Kid.
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