Monday, March 03, 2008

C- Joel e Ethan Coen: Non è un paese per vecchi

Cosa nasce dall’incontro tra uno dei maggiori rappresentanti della letteratura americana contemporanea, e due tra i più eleganti ed ironici cantori del sogno americano (ed eventualmente del suo fallimento) nella sua versione cinematografica? Un capolavoro, ed infatti poco più (o poco meno) si può dire di “Non è un paese per vecchi”, tratto dall’ omonimo romanzo di Cormac McCarthy(1) e portato sugli schermi dai fratelli Coen.

La trama è molto semplice (o almeno così pare, salvo lasciare poi alcuni curiosi interrogativi (2) che gli spettatori più distratti non coglieranno neppure…): Llewelyn Moss (Josh Brolin, recentemente apparso nei panni del detective Trupo in “American Gangster” di Ridley Scott), reduce del Vietnam impiegato come saldatore, vivacchia alla meglio con la giovane moglie Carla Jean in una cittadina di confine tra Texas e Messico; capitato sul luogo di uno scambio di droga finito male, l'ex militare si appropria di una valigetta contenente due milioni di dollari e fugge verso casa, ma per una serie di "sfortunate coincidenze" si ritrova inseguito da polizia e gangster.
Braccato dal temibile, folle, assassino Chigurh(3) (costretto da una singolare etica del lavoro ad onorare anche i contratti stipulati con mandanti defunti) Llewelyn non può fare altro che abbandonare la fuga, e passare al contrattacco…
Presentato (e giustamente acclamato...) l'anno scorso al festival di Cannes, finalmente giunto nelle sale italiane alla fine di febbraio, premiato con quattro premi oscar il 24 del mese scorso, “Non è un paese per vecchi”, che coniuga toni western ( tematici, cinematografici (4) e fotografici), ad un classico intreccio da thriller, è l'ennesima prova dell'eleganza dei Coen. I registi hanno tentato, attraverso l'appiattimento delle scene d'azione, l'adozione di un ritmo regolare(5) e privo di accelerazioni, la reticenza nel mostrare la triste (ma ovvia) fine del protagonista (svuotata di ogni tensione emotiva, relegata all'angolo di una breve e scura inquadratura notturna, e servita con un'indifferenza tale da passare quasi inosservata), e tutta una serie di piccoli accorgimenti, un recupero delle riflessioni morali che fanno da spina dorsale al romanzo (6).
Meraviglioso Tommy lee Jones nei panni dello sceriffo Bell, ormai troppo vecchio per comprendere il proprio paese, oltre che per difenderlo.
Vivamente consigliato.


(1)Cormac McCarthy, classe 1933, autore di una meravigliosa trilogia western (“Cavalli selvaggi”, “Oltre il confine” e “Città della pianura”), del grottesco “Figlio di dio”, oltre che, naturalmente, di “Non è un paese per vecchi” è stato insignito nel 2007 del prestigioso “premio Pulitzer” per il romanzo post-apocalittico “La strada”; tutte le sue opere sono edite in Italia da Einaudi.
(2)Un esempio: Che fine ha fatto la valigetta?
(3) Javier Bardem premiato con un oscar nella categoria “best supporting actor”
(4)si pensi ai meravigliosi esterni in campo lungo e lunghissimo che accompagnano la presentazione di Llewelyn…
(5) Forse eccessivamente regolare: Conclusa la vicenda di Llewelyn il pubblico sembra perdere interesse, e così la riflessione finale di Bell/Jones, che dava senso al romanzo, cade nel vuoto …
(6) Ci sembrano ingiuste le accuse di quei critici secondo i quali i Coen avrebbero trasformato il romanzo di McCarthy in un semplice thriller...

Labels: , , , , , , , , , , ,

0 Comments:

Post a Comment

<< Home