Monday, October 27, 2008

C- Woody Allen: Vicky Cristina Barcelona

Le giovane Vicky (Rebecca Hall), calma e posata studentessa americana ad un passo dal matrimonio, decide di concedersi una vacanza-studio dagli zii a Barcellona per terminare una tesi universitaria sull’identità catalana. Accompagnata dall’amica Cristina (Scarlett Johansson), un’aspirante artista impulsiva, estroversa e sempre alla ricerca del grande amore, Vicky si dedica con passione alle bellezze artistiche della città catalana. Quella che sembra destinata ad essere l’ultima estate di spensieratezza di due ragazze ormai a ridosso della trentina si trasforma però in un’esperienza ben diversa quando Vicky e Cristina incontrano il pittore Juan Antonio Gonzalo (Javier Bardem). Innamorate dello stesso uomo, le due ragazze intrecciano una relazione con Juan Antonio, ma la ex-moglie di lui (Penelope Cruz) non è pronta ad allontanarsi, e le cose precipitano fino a rasentare la tragedia…

 

L’intreccio del film, quasi inesistente, è poco interessante, poco credibile, già visto. La morale è quantomeno ambigua. Il ritmo è nullo. Le scene erotiche (occupano venti minuti buoni di pellicola), camuffate dietro inutili sfocature, “ascoltate” in fuoricampo, o interpretate da attori completamente vestiti sono insopportabili. Il doppiaggio è terribile. La recitazione è mediocre, piatta, poco credibile: fa eccezione solo Penelope Cruz, che per una volta convince, anche se forse è solo per il contrasto con un cast formato da attori costosissimi e mediocri…

Belli gli esterni spagnoli, virati sul giallo e sull’arancio, ma certo non valgono il prezzo del biglietto.

Un'opera assolutamente deludente.




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Saturday, October 21, 2006

C- Woody Allen: Scoop

Sondra Pransky (Scarlett Johanson) è una giovane aspirante reporter in vacanza a Londra.Durante uno spettacolo del mago “Splendini” (Woody Allen in ottima forma…) riceve la visita di Joe Strombell, noto giornalista da poco deceduto che, in viaggio per l’aldilà, ha ricevuto una soffiata sul noto caso del “Killer dei tarocchi”.
Secondo l’informatrice l’assassino sarebbe l’affascinante Peter Lyman, giovane figlio di un Lord, e destinato ad entrare in politica.
Sondra, intravista la possibilità di realizzare il suo primo scoop, entra in contatto con il giovane aristocratico e tra i due nasce una storia d’amore.
Il mago Splendini (diventato, nel tempo grande amico della giovane americana) resta però convinto che Peter nasconda qualcosa…

Seconda esperienza Londinese per Woody Allen, “Scoop” segna il ritorno del regista al genere della commedia gialla (già esplorato in opere quali “misterioso omicidio a Manhattan” ); scritto, secondo le dichiarazioni del regista, pensando a Scarlett Johansson il film deve gran parte della sua forza alla presenza di un Allen ancora capace di far ridere in maniera non banale, e senza volgarità, nonostante i 71 anni e 40 film sulle spalle.
La scarsità dell’intreccio, tanto lamentata dalla critica, è controbilanciata dalla brevità e dal tono leggero di questo film che, pur essendo linguisticamente meno raffinato del precedente “Match Point”, risulta assolutamente riuscito.

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Saturday, January 28, 2006

C- Woody Allen: Match point



Tom, un irlandese di umili origini, giovane ex giocatore di tennis professionista si stabilisce a Londra per cercare fortuna.
Con le sue ottime referenze non ha problemi a farsi assumere come maestro di tennis in uno dei più prestigiosi club sportivi della città.

Fidanzato con Chloe (sorella di Chris,uno dei suoi allievi), Tom si innamora perdutamente di Nola, un’attricetta che sembra destinata a diventare la moglie di suo cognato.
La relazione tra i due sembra non avere futuro, e Tom sposa Chloe, ma quando la storia tra Nola e Chris finisce, l’irlandese (in breve trasformatosi, complice il suocero, da idealista ad arrampicatore sociale convinto) si lancia in una lunga ed impegnativa relazione extraconiugale, ben deciso a non abbandonare i privilegi ottenuti attraverso un matrimonio azzeccato.
Quando le richieste di Nola si fanno troppo insistenti Tom cerca di temporeggiare, ma alla fine, messo di fronte ad una sorta di ricatto, l’uomo è costretto ad uccidere la sua amante.

Film dai toni cupi (l’ atmosfera è rafforzata da un bilanciamento del colore (“timing”) che tende sempre al bruno e al grigio, anche in pieno giorno), Match-point è costruito sull’opposizione tra due visioni del mondo, espressioni dell’evoluzione della personalità del protagonista: idealista e tesa alla ricerca di un ordine razionale fondato sull’idea di giustizia la prima, segnata dalla perdita dell’idealismo e dal riconoscimento del ruolo centrale che il “caso” (inteso come opposizione fortuna/sfortuna) riveste nella vista di tutti noi, l’altra.
Molte autorevoli recensioni vorrebbero fare di quest’opera, un dramma dostoevskiano; Tom sarebbe un nuovo Raskolnikov (in effetti all’inizio del film il protagonista è ritratto steso su un divano mentre legge “Delitto e castigo”), ma questa lettura dostoevskiana è imprecisa e incompleta; Tom ha difficoltà a comprendere Dostoevski (infatti, nella scena sopra citata fa riferimento ad una guida alla lettura), tanto è vero che, sul finale, confiderà nel caso, rifiutandosi di accettare “la croce che ognuno di noi porta su di se’ ” .
Nella mancanza del castigo, non c’è redenzione, solo una sorta di oblio del delitto, e se il fatalista in senso classico è colui che combatte con il destino e ne resta sconfitto, l’opera in questione, segnata da un finale fin troppo fortunato, non può essere detta propriamente dostoevskiana.
Lontano dalla normale produzione di W. Allen , il film si concentra sulle passioni, sulla perdita dell’idealismo, sul sesso e non sull’amore; segnato da un’iniziale piano sequenza a camera fissa con tanto di voce fuori-campo “alla Godard” ed animato da una vicenda alla Cain, Match point è sicuramente un discreto noir (purtroppo quasi guastato da una recitazione non sempre all’altezza della situazione), e uno dei prodotti migliori di questa stagione cinematografica.

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