Tuesday, June 10, 2008

L- Georges Simenon: La pazza di Itteville

Cinquanta chilometri, in piena notte, sotto una pioggia battente, senza riuscire a vedere nient’altro che l’alone sfocato dei fari. Tutto sommato, più che ridicoli dovevamo essere patetici, con il motore che ansimava, la 5 CV che traballava sulle sue ruote deformate e il vento che cercava di strapparci al capote. Il fatto è che G.7 è uno dei pochi ispettori della Polizia giudiziaria ad avere una macchina personale.(1)

L’ispettore G.7 (così soprannominato dai suoi colleghi “per via dei capelli rossi, che fanno pensare al colore dei taxi della compagnia G.7” (2)) viene convocato, nel cuore della notte, ad Itteville, cinquanta chilometri fuori Parigi, per indagare su un imprecisato caso di omicidio; nonostante il maltempo e l’ora tarda si mette in viaggio subito, e porta con se un amico scrittore.
Arrivati sul posto, ispettore e compare, apprendono dalla voce sconvolta di una guardia di provincia che il primo cadavere (notato da un testimone di passaggio in bicicletta) è stato sostituito da un secondo uomo. Quando anche la seconda salma scompare dall’obitorio l’ispettore capisce che se vuole risolvere il caso deve agire alla svelta. I suoi sospetti cadono sul direttore della clinica del paese e sulla bionda Marthe Templier, una donna fatale e un po’ folle che nasconde, dietro l’apparenza da fragile ragazza dell’ est, un terribile segreto…

Il romanzo, narrato in prima persona dal personaggio dello scrittore, è stato scritto nel 1931 come titolo inaugurale della serie Photo-Texte, (una collezione di romanzi corredati da immagini firmate dai più eminenti fotografi contemporanei) che, a dispetto della formula innovativa, non ebbe successo, e si chiuse, come si era aperta, con il volume La pazza di Itteville. Simenon che nel frattempo aveva aperto la serie di inchieste del commissario Maigret (Pietr il lettone era uscito il 20 gennaio dello stesso anno), si vide costretto ad abbandonare il personaggio di G.7.
Pur essendo opera molto breve e “minore”, La pazza di Itteville già dimostra la maestria stilistica del Simenon maturo (soprattutto nelle evocative, nebbiose, descrizioni ambientali). Particolare la scelta di affiancare lo scrittore (narratore intra-diegetico e co-protagonista) all’ispettore G.7 (ricorda l’accoppiata Sherlock Holmes/Watson, tra le altre), che, insieme alla curiosa meccanica del delitto e dell’occultamento del cadavere (di gusto quasi enigmistico), ed allo scarso approfondimento della psicologia dei personaggi dimostra il carattere “preparatorio” dell’opera, quasi un raccordo tra il giallo classico e le più mature (anche se la prima, come si è detto è contemporanea ) ed innovative inchieste di Maigret.

Il romanzo breve La pazza di Itteville di Georges Simenon è edito in Italia da Adelphi.

(1)Georges Simenon, La pazza di Itteville, Adelphi, Milano 2008, p. 11.
(2)Ivi, p. 13.


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