Wednesday, February 22, 2006

C- Fernando Di Leo: I ragazzi del massacro


Una classe di adolescenti emarginati e violenti stupra e uccide l’insegnante durante una lezione; per la questura di Milano si tratta di delinquenza giovanile, e tutti gli studenti vengono arrestati, ma il caso non sembra così semplice a Duca Lamberti, deciso ad andare fino in fondo.
Quando il giovane Fiorello Grassi, studente indifeso e “diverso” si lascia sfuggire una mezza confessione, a Duca Lamberti non resta alcun dubbio, non è tutta opera dei ragazzi, ma chi si nasconde dietro a questo scempio?

Nato dalla penna di Giorgio Scerbanenco, “I ragazzi del massacro” è portato sugli schermi da Fernando Di Leo, che forse calca un po’ la mano sull’ impotenza e la lentezza della polizia, sottoposta a severi regolamenti e burocrazia, e spesso incapace di far fronte legalmente alla violenza diffusa negli ambienti della piccola criminalità (tema assolutamente ricorrente e forse abusato nel genere oggi definito “poliziottesco”, dai film di Umberto Lenzi a quelli di Stelvio Massi ecc.).
Buona l’interpretazione di Pier Paolo Capponi, nonostante il personaggio di Duca Lamberti (che sulla carta è decisamente più contrastato e meno sicuro di se’ pur senza darlo a vedere) risulti leggermente appiattito nel passaggio dal romanzo al soggetto. Film non molto ispirato e non a livello dei più noti "Milano Calibro 9" e "La Mala Ordina", "I ragazzi del massacro" tende ad annullare lo spessore di molti personaggi eliminandone la dimensione psicologica (sostituita qua e là da una spruzzata di sociologia spicciola).
Ottime le due scene di violenza (entrambe rappresentanti la morte della maestra), molto confuse e a tratti fastidiose.
Da segnalare anche il commento musicale, firmato Silvano Spadaccini, che raggiunge il suo apice (risultando assolutamente inquietante) nella sequenza della morte della maestra (rivissuta attraverso gli occhi di un Carolino pugnalato e tremante).
Un film che non rappresenta l'apice della produzione del regista, per via del soggetto che sembra troppo statico e mal trasportato, piuttosto che per la tecnica cinematografica.

“I ragazzi del massacro” è stato recentemente rimasterizzato e ripubblicato in dvd per Rarovideo/Nocturno Cinema.

Il romanzo “I ragazzi del massacro” di G. Scerbanenco è edito da Garzanti.

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Tuesday, January 17, 2006

L-Giorgio Scerbanenco: Milano Calibro 9


Scerbanenco è certamente l’autore noir italiano; al di là della diatriba sulla presunta paternità del genere nella sua forma italiana, il livello della sua opera è certamente insuperato.
“Milano calibro 9” è forse la sua migliore raccolta di racconti criminali, tutti ambientati nell’Italia delle bettole, dei baretti, delle periferie e della piccola malavita.
Il linguaggio eccellente, il ritmo, la tecnica narrativa e i personaggi tondi e ben realizzati rendono Milano calibro 9 un’opera certamente interessante (forse la migliore dell’intera produzione scerbanenchiana), ed è inoltre storicamente rilevante il suo effetto su un certo tipo di cinema popolare italiano (si pensi a Fernando Di Leo ed ai suoi coevi mentre cercavano di ricreare un action ambientato nelle nostre metropoli).
Questi 22 racconti, molto brevi e nerissimi, sono decisamente inscrivibili in quel processo di dis-americanizzazione linguistica che segna lo stacco tra le prime esperienze noir italiane, ancora necessariamente legate ai grandi d’oltreoceano, e lo Scerbanenco poi passato alla storia.

Una curiosità: il racconto “Milano calibro 9” servì da soggetto per il film “La mala ordina” di Fernando Di Leo, mentre peril film “Milano calibro 9” (sempre di F. Di Leo) si prese spunto da altri racconti (ad esempio “Stazione centrale ammazare subito”).

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