Thursday, December 11, 2008

L- Chuck Palahniuk: Gangbang

Cassie Wright è la regina del porno. Titoli di culto come Tutte le sorche del presidente, Il grosso e il nero, Un colpetto all’italiana e Da qui alla sazietà, hanno fatto di lei una star, ma anche le regine invecchiano, e Cassie, ormai giunta alla soglia della pensione, ha in mente un modo molto particolare per dare l’addio alle scene: vuole battere il “record mondiale di gangbang” concedendosi a 600 uomini in un'unica seduta.
Divorata dai sensi di colpa per aver abbandonato, una ventina d’anni prima, un figlio concepito sul set, è pronta a morire durante le riprese(1); anzi, forse ci spera, ammesso che la sua dipartita serva ad arricchire il suo unico, sconosciuto, erede. Intanto, tra i 600 partecipanti accorsi per la performance, tutti identificati da un numero, un ragazzo poco più che ventenne, che si dichiara figlio di Cassie Wright ed è deciso a salvare la madre dagli errori di una vita, fa conoscenza con un pornodivo giunto a fine carriera che si prepara per una delle sue ultime apparizioni, e con un ex attore televisivo gay che tenta di dimostrare al mondo (ma soprattutto a se stesso) la sua eterosessualità.

Narrato a quattro voci dalla giovane Sheila e dagli attori numero 72, 137 e 600, ispirato alla storia vera di Annabel Chong(2), Gangbang, ultima opera di uno degli autori più sopravvalutati della sua generazione, è un romanzetto breve e poco consistente, fatto di noiose, poco credibili, chiacchiere da corridoio(3) che appesantiscono una trama prevedibile e piuttosto mal congegnata, rendendo il percorso fino al raffazzonato finale faticoso come un’arrampicata.
Infarcito di piacevoli aneddoti paleo-hollywoodiani (che purtroppo non giustificano il tempo speso nella lettura), ma completamente costruito su un tentativo di depistaggio tanto lampante da risultare totalmente inefficace(4), Gangbang è la perfetta opera post-moderna (nel senso che spinge alle estreme conseguenze la mediocrità di un certo deprecabile post-modernismo di maniera), e verrebbe voglia di chiedere, a chi ha ideato la frase “Finalmente il romanzo sulla pornografia che tutti ci vergognavamo di aspettare”, riportata sulla copertina dell’edizione italiana del libro, a chi si riferisse con quel “tutti”, dato che a conti fatti, se si è stati ad aspettare un romanzo del genere, è proprio il caso di vergognarsi.

Il romanzo Gangbang, di Chuck Palahniuk, è edito in Italia da Mondadori.



(1) Secondo la preparatissima Sheila, assistente di Cassie Wright, i casi di “embolia vaginale” sarebbero tanto frequenti da causare ogni anno la morte di circa 900 donne solo sul suolo statunitense.
(2) L’attrice Grace Quek, meglio nota come Annabel Chong, originaria di Singapore, è passata alla storia per aver avuto, nel 1995, 251 rapporti con 70 uomini nell’arco di 10 ore consecutive. Il folle record di Annabel Chong, tutt’ora imbattuto, ha attratto l’attenzione del regista Gough Lewis che, ha raccontato, nel documentario Sex: The Annabel Chong Story, (candidato ad un premio “Grand Jury” nel corso del “Sundance Film Festival” del 1999) la preparazione del film e parte della “dolorosa” biografia della protagonista.
Le “gesta” della proto-femminista Annabel Chong hanno inoltre ispirato la pièce teatrale 251, messa in scena a Singapore dalla regista Loretta Chen.
(3) In Palahniuk, come in Bukowski, tutti i personaggi si esprimono nello stesso modo, e secondo il medesimo registro, ma non si illuda il lettore: tra le pagine del tanto (ingiustamente?) acclamato “genio” di Portland non v’è traccia della sboccata poeticità di Chinaski e compari, e la corsa verso l’autodistruzione dei protagonisti, tutti piuttosto antipatici, lascia quasi indifferenti…
(4) Forse i lettori italiani non sono quelli americani, o forse Palahniuk ha in mente un pubblico di “ragazzini”, fatto sta che il tentativo di depistaggio è tanto lampante e grossolano da risultare quasi offensivo. Paradossalmente, poi, uno dei pochi momenti gradevoli della vicenda, è la scena, permeata da un’atmosfera alla James M. Cain (si pensi, per esempio, a La morte paga doppio), in cui 6 moduli assicurativi vengono estratti con nonchalance, da sotto al cuscino di un divano, ovvero proprio il momento in cui il lettore diviene certo che le sue intuizioni riguardo all’evolversi della trama siano corrette…

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