Monday, May 28, 2007

L- Léo Malet: La notte di Saint Germain-des-Prés


Foto: Boulevard Saint-Germain, angolo rue Bonaparte negli anni ’40; I due locali visibili sono il Café des deux Magots(1)(utilizzato per le riprese del film “L’uomo della Torre Eiffel” diretto da Burgess Meredith e ripreso da Malet in “La notte di Saint Germain-des-Prés” ) ed il Café Flore, all’interno del quale il romanzo si apre…



VI arrondissement; secondo dopoguerra.Un uomo si muove a disagio fra ritrovi di artisti e locali notturni, musicisti neri e poliziotti con l’aria da vedovi: E’ Nestor Burma, detective privato e titolare dell’agenzia investigativa “Fiat Lux”.
Assunto da un assicuratore per recuperare 15.000.000 di franchi in gioielli sottratti ad una vedova che la “compagnia internazionale di assicurazione” non ha nessuna intenzione di pagare, Burma fissa un incontro con Charlie McGow, un nero che dichiara di avere con se’ i preziosi; purtroppo però, al suo arrivo nella camera 42 dello squallido “hotel Diderot”, il detective si ritrova a tu per tu con un cadavere, e dei gioielli neppure l’ombra...
Comincia così una sorta di vagabondaggio alla cieca sul consueto, e meraviglioso sfondo di una Parigi notturna da tempo perduta: La città degli artisti, dei caffè, del jazz, degli esistenzialisti…(2)

Lo stile di Malet, americano di facciata, ma ironico (ed auto-ironico) in maniera squisitamente europea, si applica qui ad un’opera tutta sbilanciata sulla dimensione meta-narrativa che, timidamente insinuatasi nella prima parte del romanzo (“…tirai una sedia verso di me. Il libro che ci era poggiato sopra scivolò inavvertitamente per terra. Lo raccolsi. Era Una testa in gioco di Georges Simenon”(3) e ancora “L’uomo della Torre Eiffel , tratto da un romanzo di …Ah!E’ divertente!Per un verso o per l’altro finisco sempre per tornare a questa benedetta vicenda!L’uomo della Torre Eiffel è preso da Una testa in gioco”(4)) prende poi decisamente il sopravvento fino a fornire (al lettore informato sui fatti tanto quanto all’investigatore) la soluzione dell’enigma.
La notte di Saint Germain-des-Prés è un’altra meraviglioso saggio dell’intelligenza narrativa di un autore in grado di mistificare una storia già nota a molti (anche grazie all'adattamento cinematografico), per poi condurre il lettore verso la soluzione (anch'essa nota, ma come dimenticata) con grande maestria.

Da “la notte di Saint-Germain-des-Prés” è stato tratto l’omonimo Film diretto da Bob Swaim, ed interpretato da Daniel Auteuil e Michel Galabru.

“La notte di Saint-Germain-des-Prés” è parte del ciclo di romanzi “I nuovi misteri di Parigi”, editi in Italia da Fazi.


(1) Il caffè des deux magots, tutt’ora aperto, era un noto ritrovo di scrittori ed artisti; tra i clienti abituali da ricordare almeno André Gide, Picasso, Fernand Léger, Prévert, Hemingway, Sartre, Simone de Beauvoir, Andrè Breton e lo stesso Malet
(2)Il lettore stregato dal VI arrondissement “notturno” potrà trovare meravigliose ed ironiche descrizioni degli stessi luoghi in “la Parigi degli esistenzialisti” (Editori Riuniti, tit. or. “Manuel de St.-Germain des- Prés”) una sorta di stravagante “guida turistica” firmata Boris Vian.
(3)Pg. 81
(4)Pg.136

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