Wednesday, May 09, 2007

C- Quentin Tarantino, Robert Rodriguez: Grindhouse




Il termine "grindhouse", assolutamente insignificante qui da noi, richiama alla mente degli appassionati di film di genere d’oltreoceano, una serie di salette cinematografiche di infimo livello, poste in zone volutamente periferiche e dedite alla programmazione di ogni sorta di pellicole, di serie non precisata, dalla B alla Z.
La tradizione, da lungo tempo scomparsa anche negli States, voleva che gli spettatori potessero “godersi”, sborsando i soldi di un unico biglietto, almeno un paio di filmetti di poco conto, proiettati nelle peggiori condizioni possibili.

Il progetto iniziale di Tarantino- Rodriguez era quello di offrire al pubblico di tutto il mondo una “Double feature” costruita sulla falsariga dei film proiettati nelle grindhouse, con la doverosa aggiunta di una serie di trailers fittizi (nonché la pubblicità di un ristorante tex-mex) confezionati per l’occasione (tra i registi di questi spiccano Eli Roth, Rob Zombie e lo stesso Rodriguez) ed inseriti tra i due episodi allo scopo di ricostruire al meglio l’atmosfera lontana delle defunte salette.
Nascono così “Planet Terror” di Robert Rodriguez e “Death Proof” di Quentin Tarantino; purtroppo, contrariamente alle intenzioni dei registi, sembra che in Europa i due episodi del film saranno proiettati separatamente; resta dunque da chiedersi che fine faranno i pregiati finti trailers…

Robert Rodriguez’s Planet Terror: Ispirato, secondo le dichiarazioni del regista, ad “Incubo sulla città contaminata” di Umberto Lenzi, il film di Rodriguez ripropone, in versione rivista ed aggiornata, il classico intreccio del film di Zombies (con tanto di protagonisti che si barricano in un luogo chiuso per poi tentare la sortita, secondo la classica modalità utilizzata da Romero…):
Un avaro scienziato ha creato un arma biochimica destinata all’eliminazione dell’intera popolazione di un’area chiusa e circoscritta; quest’arma, impiegata in Afghanistan, ha erroneamente infettato un contingente di soldati statunitensi impegnati in operazioni militari; al ritorno in patria, i soldati, capeggiati da un ottimo Bruce Willis, non hanno che una possibilità per rimanere in vita: devono esporsi in maniera continua al gas che ha causato in loro la malattia, ma la contrattazione con lo scienziato che ne detiene le uniche scorte va storta…

Girato, come già si è indicato, con chiari riferimenti al cinema di Zombie classico da Romero a Lenzi (passando forse anche attraverso “Junk” del regista giapponese Atsushi Muroga (1), del resto più volte citato da Tarantino), ed arricchito da una buona dose di humor nero, Planet terror mette in scena la lotta di un gruppo di sopravvissuti (stranamente immuni al gas, che nel frattempo è stato liberato nell’atmosfera tanto che sembra che l’intero genere umano sia destinata ad estinguersi), contro un numero sempre maggiore di contagiati.
Apprezzabile il riemergere qua e là di un certo serpeggiante motivo politico ironicamente antimilitare ed antiamericano.
Da notare la curiosa entrata in scena di personaggi provenienti direttamente dal mondo di Kill Bill…

Quentin Tarantino’s Death Proof: Kurt Russell, è Stuntman Mike, un folle individuo che corre per le strade d’america su una vecchia auto preparata per girare scene di stunt (tanto da essere “a prova di morte”, sempre se siete seduti al posto guidatore), alla ricerca di ragazze attraenti da far fuori (servendosi solo ed unicamente dell’auto…); dopo un paio di colpi andati a segno il vecchio stuntman incapperà, però, in un trio di ragazze più dure di lui…
Decisamente povero dal punto di vista narrativo (2), Death proof si distingue per la lunghissima (ma , ahimè, discreta) sequenza di inseguimento, e per poco altro; Nonostante le citazioni verbali di film nei quali la guida svolge un ruolo predominante si riferiscano principalmente a film con protagonisti maschili(es. Vanishing Point, vero e proprio mito per le due stuntman che poi porteranno Russell/mike alla sua fine), nella seconda parte si rende palese la derivazione del film da opere quali “Faster pussycat, kill kill” di R. Meyer e simili(si tratta in effetti di tutto quel filone che, mantenendosi a ridosso della linea di demarcazione tra pellicola erotica e film di genere, mette in scena una serie di donne avvenenti e aggressive pronte a tutto per soggiogare l’uomo di turno, anche alla violenza fisica...).


Bella (anche se impraticabile dopo questo primo ed unico tentativo, pena il ricadere in un’omologazione all’inverso…(3)) la scelta di sporcare la pellicola (ma sarà poi davvero una pellicola o sarà tutto fatto in digitale?), e di inserire lunghe ellissi simulando il guasto/la mancanza di una bobina.
Un prodotto sicuramente interessante (anche se ormai questi “collage” di citazioni variamente recuperate dal cinema colto e meno colto non stupiscono più, e anche se ormai il mix di sesso, sempre suggerito e mai mostrato, e violenza non sconvolge più nessuno), che ci auguriamo di non veder rovinato dalle decisioni dei produttori.

(1)Gli appassionati ricorderanno forse il pregiato “Gun Crazy”, pregevole action movie firmato Atsushi Muroga nonché unico film del regista distribuito in Italia (con esplicito riferimento a Tarantino riportato, per motivi palesemente commerciali, sulla custodia del DVD)…

(2)Iin realtà risulta apprezzabile la falsa iterazione fondata sull’associazione delle due sequenze di “confidenze femminili in auto”, che portano, però, a conseguenze ben diverse…

(3)Questa di Tarantino/ Rodriguez rappresenta una scelta alquanto inattuale: Entrambi i registi infatti, con il passare degli anni sono passati dal cinema “artigianale” tipico di quelli che dichiarano essere i loro maestri (da Di Leo a Lenzi, da Corman a Carpenter ecc.) , ad una serie di prodotti via via più lucidi e patinati (per Rodriguez si pensi ad a “Sin City”, ma anche a “C’era una volta in Messico” e per Tarantino valga come esempio lo sbrilluccicante episodio “Grave Danger” dell’acclamatissima serie televisiva C.S.I…).

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1 Comments:

At 3:28 PM, Blogger Stefano Miraglia said...

adoro questo blog, complimenti. Qual'è secondo te il film meglio scritto da tarantino?

 

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