Tuesday, March 06, 2007

M- Richard Galliano: Luz Negra

A sei anni di distanza da “Face to Face” (uscito nel 2001 per Dreyfus Jazz), Richard Galliano torna a far parlare di se con il nuovo album “Luz Negra”.
Registrato in brasile a dicembre 2006 (secondo le dichiarazioni dell’artista, la rottura con la Dreyfus è dovuta al bisogno di sottrarsi ai ritmi pressanti, rompendo inoltre la routine delle registrazioni a Parigi, ormai divenute come un impiego in fabbrica) con la collaborazione dell’ottimo Tangaria quartet (Alexis Cardenas al violino, Philippe Aerts al basso, Raphael Meijas e Amoy Ribas alle percussioni) e del mandolinista Hamilton De Holanda, Luz Negra è composto da 14 tracce, per una durata complessiva di 55 minuti circa.
Le tracce, tutte assolutamente ispirate, oltre che perfette dal punto di vista tecnico, si muovono tra sonorità tipiche del tango, ritmi sudamericani (es “sertao”), atmosfere francesi, sound medio-orientale (si pensi all’arabeggiante “gnossiene”, tutta costruita su scale minori armoniche), senza mai trascurare la tradizione musicale mediterranea.
La formula è quella collaudata (ma ancora efficace) degli album precedenti, pezzi ben scritti e ben arrangiati, in genere retti da contrabbasso/basso e dall’inimitabile suono della musette.
Richard Galliano, uno dei pochi fisarmonicisti jazz ad aver raggiunto fama mondiale, si riconferma un maestro nell’evocare atmosfere differenti, spesso allegre e solari, rasentando una dimensione onirica, o forse quella dei vaghi e felici ricordi infantili; la sua musette sembra in grado di esprimere la gamma completa dei sentimenti, parlando di perdita, di sconfitta, di passione, tradimento, ma anche di gioco, di allegria, di cortili assolati…
Da segnalare, in questo splendido album, la bella versione di “Escualo” di A. Piazzola, il nuovo arrangiamento di “Fou Rire” (pezzo già noto ai vecchi fan di Galliano), la romanticissima “Sanfona” e la splendida “Guarda che luna” (che, secondo chi scrive, meritava da tempo una rilettura in chiave jazz).
Disco immancabile nella collezione degli amanti di un certo genere di Jazz moderno, Luz negra (anche grazie alla brevità delle tracce e dunque degli assoli) non deluderà neppure i neofiti.

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1 Comments:

At 10:40 PM, Anonymous simone bottasso said...

Complimenti, bellissima recensione (ad un bellissimo disco.)

 

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