Sunday, November 02, 2008

L- Friedrich Glauser: Morfina


Liceale aspirante scrittore si vede costretto a cambiare scuola dopo aver pubblicato una pungente parodia dell’opera letteraria di uno dei suoi professori. Un uomo maturo scrive, dall’interno di un manicomio, toccanti lettere ad un’amante lontana. Passando la notte in un asilo notturno un uomo assiste alla tranquilla dipartita di un barbone. Alcuni coltivatori sfruttati si accordano per farla pagare al proprietario del vivaio dove lavorano. Un morfinomane racconta il suo rapporto con la droga. Quattro suonatori d’armonica russi abbandonano l’esercito francese nel bel mezzo delle celebrazioni del 14 luglio…


Friedrich Glauser (1896 – 1938), svizzero, noto in Italia soprattutto per i romanzi polizieschi aventi per protagonista il sergente Studer (Il sergente Studer, Il regno di Matto, Il grafico della febbre, Il cinese, Krock & Co, I primi casi del sergente Studer, tutti editi da Sellerio), fu in realtà anche autore di una serie di pregevoli racconti autobiografici e piccoli affreschi dell’Europa degli anni venti e trenta.

In Morfina Glauser rende conto, con stile limpido e lineare, e senza reticenza, di una gamma di esperienze (i ampiezza stupefacente (soprattutto se rapportata alla brevità della vita dell’autore, morto ad appena 42 anni). Nonostante la durezza, l'atrocità di tante esperienze vissute (la droga, l’internamento in un ospedale psichiatrico, gli arresti, il vagabondaggio ecc.) non vi è nulla di decadente nelle pagine di Morfina, quello che traspare è invece una visione lucidissima del mondo, che, pur ponendo l'accento sulle molte miserie dell'esistenza, non intacca l’amore per la vita ed il gusto per la sua osservazione distaccata, quasi disinteressata (1), senza il quale in nessun modo i piccoli casi che forniscono argomento ai racconti potrebbero trasformarsi nelle meravigliose miniature che il lettore si ritrova tra le mani.


L'antologia di racconti Morfina di Friedrich Glauser è edita in Italia da Sellerio.




(1) Non a caso Glauser fu accanito sostenitore del genere poliziesco: la distanza, il disinteresse, l'ironia nei confronti del mondo borghese ed un certo modo di guardare al mondo "dall'alto" sono caratteri immancabili di qualunque detective che si rispetti. Nei racconti di Morfina, in assenza del mascheramento poliziesco e della trama gialla, ritroviamo lo sguardo indagatore, la curiosità tutt'altro che morbosa tipica del detective negli occhi del "semplice" scrittore.

Labels: , , , , ,

2 Comments:

At 11:23 PM, Anonymous Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie

 
At 11:32 PM, Anonymous Anonymous said...

necessita di verificare:)

 

Post a Comment

<< Home