Monday, February 22, 2010

Lucia Tilde Ingrosso: Nessuno, nemmeno tu


Annoiati dal clima sanremese, dalle polemiche del pre e del dopo-festival?
Stufi del televoto, espressione della “sovranità” del popolo televisivo e cellular-munito? Ancora increduli riguardo allo scempio di eliminazioni e ripescaggi, e pronti a rispolverare il dubbio nella forma scettico-sanremese del “Se televotando”(1)...?
Disgustati dalla pochezza melodica e tematica della nuova canzone italiana, al punto da voler dimenticare -almeno per un po'- l'intero sistema discografico?
Allora, sentitevi pure liberi di saltare questa recensione e passare ad altro.

Sì, perché Nessuno, nemmeno tu, di Lucia Tilde Ingrosso, trae nutrimento proprio da questo: dall'ambientazione interna ad un settore, quello discografico, pieno di difficoltà, rivalità e lotte, vivo ma non troppo, privo di direzione e velleità artistiche, come si conviene ad una qualunque industria culturale che pretenda di vivere in un paese esteticamente martoriato dalla diffusione di reality e talent show, irrimediabilmente segnato dal trionfo del commercio sul gusto.
Valutazioni morali ed estetico-musicali (inerenti all'ambiente e non al romanzo) a parte, Nessuno, nemmeno tu, è un poliziesco fuori dal coro, un giallo dalle sfumature rosa, di solida costruzione e impianto classico(2), che riesce a portare al centro della scena i protagonisti “buoni” della discografia, esperti e professionisti del settore che ancora credono in ciò che fanno; personaggi come la bella Viola, un tempo aspirante cantante derubata dei sogni tardo-adolescenziali da un marito cinico e super-professionale, o come il talent scout Davide Leonardi, che, pur agendo, da anni, per proprio tornaconto, è rimasto attento alla genuinità e alla novità della produzione artistica dei suoi pupilli.

La storia, narrata in terza persona, con focalizzazione fissa e narratore extradiegetico che riporta, con una certa comprensibile reticenza(3), il punto di vista dei vari personaggi senza mai accorciare le distanze, è apparentemente semplice: quando l'agente e “talent scout” Davide Leonardi viene ucciso, durante la festa di gala per l'anniversario della mitica “Radio Stella”, e la giovane Stefania Dionisi, aspirante cantante, fa la sua comparsa nel privé stipato di vip del "Passion Fruit" -tempio della movida milanese-, sporca di sangue e tremante per lo shock, ogni indagine sembra superflua. Gli inquirenti non aspettano che una confessione; poi, una serie di incongruenze richiamano l'attenzione del commissario Sebastiano Rizzo.
Il poliziotto -che agisce, in ossequio alle convenzioni del genere, un po' contro la volontà del superiore- si trova, così, costretto a gettarsi in un'indagine che vede tra i sospettati la sua vecchia fiamma Viola Alberici, vedova di Ignazio Alberici, “re” dell'industria discografica italiana, e direttrice artistica di una delle maggiori etichette nazionali.
Per risolvere il caso, Rizzo dovrà fare i conti con il suo passato, e chiarire le circostanze del decesso “accidentale”, di Ignazio Alberici, avvenuto al termine dell'edizione 2005 del festival di Sanremo.

Romanzo d'ambientazione, e non d'azione (tratto piuttosto insolito nella nuova narrativa di genere italiana), Nessuno, nemmeno tu, può contare su dialoghi ben scritti, personaggi spesso simpatici a dispetto della loro estrazione sociale elevata (e dei "conseguenti" -sempre per consuetudine del genere- gusti pretenziosi, abitudini costose, ed eccentricità varie(4)) e su diverse buone trovate, che riescono a mantenere viva l'attenzione del lettore.
Da segnalare, come ennesima nota in contro-tendenza, la vena di ottimismo che, quasi del tutto estranea al poliziesco italiano contemporaneo, resta velata per tutto il romanzo, riemergendo solo nell'inatteso (ma giustamente stemperato da una nota di ritrovato realismo) lieto fine: “Un momento di felicità perfetta. Uno di quelli crudelmente destinati a passare subito”.(5)

Raffinato, veloce e piacevolmente classico, Nessuno, nemmeno tu, quarto romanzo di Lucia Tilde Ingrosso (e terzo avente per protagonista Sebastiano Rizzo), è edito da Kowalski.



(1)L'espressione non è mia, ma della scrittrice Darkene F. Dicembre.
(2)Il gusto “classico” del romanzo è rafforzato dalla scelta di inserire, in apertura, l'elenco dei personaggi.
(3)È funzionale alla costruzione dell'effetto sorpresa finale.
(4) Di questi gusti (o vizi?) l'autrice, non a caso giornalista per "Millionaire", sembra avere una conoscenza molto approfondita: si veda, per esempio, la perfetta descrizione dell'arredamento minimal del Passion Fruit...
(5)Lucia Tilde Ingrosso, Nessuno, nemmeno tu, Kowalski, Milano 2010, p. 341.

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1 Comments:

At 9:59 AM, Anonymous Anonymous said...

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